sabato 28 giugno 2014

La serva di Vienna di Nora Noir


La serva di Vienna (Senza sfumature)


Estrella non ha avuto molta scelta. In partenza per Vienna, di fianco al vecchio che sarà presto suo marito, la ragazza è stata convinta con ogni sotterfugio ad accettare quella situazione. Horacio, suo padre, l'ha promessa a quel grassone dalle mani lunghe e l'orgasmo facile, in cambio di una rendita in grado di sostenere i vizi sfrenati che lo hanno reso, nel tempo, un nobile spagnolo povero in canna. Siamo nel 1880 e Vienna rappresenta già una delle più belle capitali europee possibili da visitare. È proprio questo ad attrarre Estrella e a far propendere la sua decisione verso la volontà di seguire il vecchio maliardo alla volta di un matrimonio di puro interesse. Ciò che la ragazza ignora è che l'interesse sarà della famiglia e del marito, non il suo, ignara vittima sacrificale di un gioco più grande e inarrestabile. Inoltre non può immaginare che non tornerà mai più nel suo paese, una volta abbandonato, né che conoscerà l'amore puro e vero in una maniera del tutto impensata e inusuale. Torniamo a parlare della collana Senza Sfumature della Delos Digital, e lo facciamo tramite “La serva di Vienna”, racconto lungo scritto dalla scrittrice Nora Noir, autrice italo inglese di cui abbiamo la fortuna di saggiare il talento. Di sé, nella sua biografia, dice di scrivere principalmente quando è triste o incazzata e quindi di trovarsi nelle condizioni di narrare storie erotiche molto spesso. Beh, se è così il lettore deve augurarsi che a Nora Noir non manchino mai fonti di disturbo o di tristezza, perché è capace di regalare, con le sue parole, momenti di puro godimento. La serva di Vienna è ciò che definiremmo un piccolo romanzo, nonostante la sua brevità, perché capace di emozionare in molti modi pur non scadendo mai né nella volgarità, né tantomeno nello scontato. Tramite una scrittura scorrevole, mai tendente allo statico o al noioso, Nora Noir narra le vicissitudini di una bellissima ragazza spagnola, di nobili origini, costretta dagli eventi, propri del suo tempo, a un rapporto malsano e decisamente poco appagante come quello intavolato con il conte Sigmund Von Haken. La povertà di suo padre, nonostante la nobiltà, dovuta principalmente ai vizi a cui cede sovente l'uomo, quasi costringono la ragazza ad accettare la proposta del vecchio grassoccio che gioverà a tutti, nel futuro, tranne che a Estrella stessa, confinata in un palazzo dall'opulenza accecante a ricoprire il ruolo di oggetto esotico da sfoggiare e osannare a ogni ricevimento o festa indetta dal nobile viennese. Questo sarà l'inizio di una storia intensa, di un amore insospettato, di una muta denuncia verso il maschilismo e l'ignoranza, e della testimonianza di come, non troppo tempo fa, la famiglia dettava regole attualmente improponibili e prive di qualsiasi forma di empatia o rispetto. Disponendo della vita dei propri figli come meglio si credeva, per proprio tornaconto, infatti, i nobili dell'epoca, e non solo loro, decidevano le sorti di intere future famiglie in nome solamente del vile denaro e del vizio sfrenato. La chimera di una possibile scelta davanti a proposte come quelle descritte ne “La serva di Vienna” era semplicemente uno specchio per le allodole, atto a preservare l'apparenza di una libertà impossibile e inimmaginabile. Perfettamente in grado di trasmettere sensazioni discordanti nello stesso momento, Nora Noir inoltra il lettore dapprima nel clima caldo e afoso dell'estate spagnola, poi in quello più rigido e asettico dell'inverno viennese, descrivendo con sottile ironia e semplicità eventi che altrimenti sarebbero risultati davvero di difficile digeribilità. Il racconto non risulta privo, infatti, di momenti esilaranti, specialmente nei primissimi frangenti quando la scena è occupata da Horacio, padre di Estrella, e Juan, amico di famiglia. In effetti alcuni frangenti de “La serva di Vienna” rievocano passi della commedia erotica degli anni passati, quasi il lettore stesse assistendo alla proiezione di un film dai contorni sbiaditi dalla calura afosa e pesante di una Spagna ancora calpestata da Don Diego della Vega in versione molto più piccante da quello conosciuto fino a ora. Le situazioni erotiche sono caldissime, ma assolutamente pulite, quasi l'autrice riuscisse a farci intravedere gli amplessi dalla fessura di una porta in grado di celare l'impudicizia delle situazioni più scabrose. Dolce e sentita la relazione omosessuale, descritta e mostrata in maniera del tutto sensuale e sensibile. Quasi si riuscissero ad avvertire gli odori presenti nelle stanze, o ad ascoltare i rumori attutiti attraverso le pareti come se si fosse parte integrante del racconto stesso, il lettore si affaccia assieme a Estrella di notte a spiare gli amanti di cui prova gelosia e invidia, si distende sul letto in attesa del piacere tanto agognato, trema ai soprusi del conte Von Haken, retrogrado nobile incentrato sul tentativo di apparire, dimenticando di vivere ciò che possiede e ostenta con eccessivi orgoglio e tracotanza. Non si riesce a trovare difetto in questa novella di Nora Noir, che non solo rappresenta un chiaro esempio di come un piccolo racconto storico possa entusiasmare al pari di un romanzo di più ampio respiro, ma dimostra anche come l'erotismo possa essere considerato letteratura e non solo intrattenimento.

2 commenti:

  1. Sono concorde con te. La Serva di Vienna è una chicca.

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  2. Oh, ma siete tutte brave, Emiliana! ;)

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