venerdì 21 febbraio 2014

Occhi nelle tenebre di M.P.Black

BRILLIANT - occhi nelle tenebre (BRILLIANT SAGA)
Victoria Moore è pronta. Deve assolutamente imparare a domare le sue quattro arti, in modo tale da poter mettere ordine nella sua vita, ma soprattutto, nel suo cuore. Jonathan si è rivelato il suo vero angelo custode, il cavalier servente sempre pronto a proteggerla dal pericolo incombente. Ma Simon è così tanto crudele? Possibile che l'amore, tanto promulgato, sia stato solo un atto di coercizione per ottenere il corpo della ragazza, nonché la sua totale arrendevolezza? Ai posteri, e ai lettori, l'ardua sentenza. Io, ormai, lo so! Ho letto, come sempre accade con i romanzi della Black, d'un fiato il secondo episodio della Moore, “Occhi nelle tenebre”. Cambiando decisamente registro, orientando la narrazione in chiave nettamente più adulta, la MP spiazza il suo lettore, avvalendosi di una malizia di cui non si pensava fosse in grado. E invece ecco la Moore alle prese con una passione dirompente, sovente analizzata nel particolare, molto spesso eviscerata come in un romanzo decisamente erotico. La Black è adulta? Oh mio Dio, per me è stata una rivelazione! Anche perché lo è nella maniera giusta, senza sottolineare troppo, accarezzando ciò che va solo velatamente descritto e calcando la mano laddove se ne abbisogna. L'unica cosa che a me personalmente ha lasciato un poco perplessa è il linguaggio, a volte forse un po' troppo sboccato della Moore, che stona un poco con il resto della narrazione. In più c'è da dire che c'è una differenza abissale tra Brilliant e il suo seguito. Non che ne sia rimasta delusa, anzi ne sono affascinata. Sono contentissima di conoscere un lato di questa autrice, fin'ora sconosciuto. La rende molto più poliedrica e meno “Cristina D'Avena”. Nonostante questo c'è da dire che la Black rimane fedele a sé stessa nella struttura dei personaggi. Si vede molto di Lisa in Victoria, psicologicamente, così come gli amici delle due eroine messi a confronto. Come sempre ho odiato i buoni e adorato i cattivi, per altro descritti in maniera decisamente più accattivante, e non ho sopportato per nulla gli adulti. Insomma, la Black, pur dimostrando la sua capacità di evolvere il proprio linguaggio, rimane la nostra Black. E ne sono contenta, a dire il vero. Sono presenti alcuni refusi marginali, che devo testimoniare per dovere di cronaca, comunque per nulla rilevanti e che non invalidano assolutamente il lavoro finale. MP Black, come direbbe il tizio della Lipton: mmmm fenomenale! Di seguito, senza neanche starlo a ribadire, il link per l'acquisto. Alla prossima!

3 commenti:

  1. Ma che robe schifose e tu ti definisci una scrittrice?

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  2. Di quali robe schifosi parli, scusa?

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  3. Di quelle che scrivi, ma ce l'hai la licenza elementare?

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