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venerdì 11 luglio 2014

Sensuali tentazioni sull'Orient Express

Sensuali Tentazioni: sull'Orient Express


In fondo un annuncio su internet che male potrebbe fare? E a chi, poi? Certo, chiedere i servigi di un gigolò non è da tutti, forse sembra anche immorale, ma in fin dei conti i soldi sono i suoi e, data la sua improvvisa ricchezza, ne ha tutti i diritti. Così si giustifica Anais agli occhi delle sue amiche e anche, un poco, ai suoi. Già perché, sotto sotto, lei è perfettamente cosciente dei suoi limiti emotivi. Dopo la sofferenza arrecata dal suo ultimo rapporto, non ha minimamente voglia di legarsi a qualcuno. Perché questo qualcuno potrebbe ingannarla, illuderla, deriderla e... derubarla. Cosa? Anche un gigolò potrebbe? No... No, lui mai. I soldi, la fama, la soddisfazione di irretire una giovane e insulsa donna come lei... Insulsa, si. Beh, se non lo fosse stata non le sarebbe mai capitato ciò che aveva subito per via di quel mascalzone di... No, un annuncio non può far male a nessuno, tanto meno alla sua defunta ispirazione. Una scrittrice di romanzi erotici costretta a ricercare la fantasia su un treno famoso come l'Orient Express... Possibile? Si. E Santiago le ha appena risposto. Dalle foto è un perfetto esemplare di uomo. Alto, latino, dallo sguardo decisamente conturbante e... gigolò professionista. Si, è deciso! Si parte alla volta di Vienna, su quel treno reso tanto famoso dalla più celeberrima scrittrice di gialli. L'Orient express attende... E Anais lo prenderà al volo, assieme, forse, anche all'amore.
Un inizio esplosivo per il nuovo romanzo della D'Amico, scrittrice ben nota tra le mie pagine e per nulla sazia, per fortuna, dei suoi sogni a occhi aperti. Parlo di sogni dal momento che ogni sua opera sembra il disegno dipinto dal dio dei desideri. Colmo di passione, aspettative, sensualità e amore, Sensuali tentazioni sull'Orient Express decreta il talento indiscusso di Fabiola D'Amico, semmai ce ne fossero stati dubbi in precedenza. Mai banale, sempre pronta a esternare le proprie emozioni tramite la parola scritta, l'autrice delinea, con il suo nuovo romanzo, una favola probabile dei giorni nostri, dove la donna prende in mano il timone del potere e decide, per una volta, laddove ha sempre avuto egemonia l'uomo. Si è sempre visto il genere maschile pagare per avere prestazioni di tipo sessuale o di compagnia, anche se il fatto comincia a diventare decisamente anacronistico in un mondo dove la donna è sempre più padrona di sé stessa. Anzi, proprio in un tempo dove la violenza sulle donne è sempre attuale, rimarcare il fatto che il gentil sesso ha gli stessi diritti della sua antitesi naturale è geniale. Santiago è il classico uomo stupendo, tipico dei romance e del quale non ci stancheremmo mai. Diciamocelo. L'uomo dei romance DEVE essere bellissimo ed esperto, altrimenti non lo ameremmo come invece facciamo sempre noi donne durante la lettura. Anais, invece, risponde perfettamente ai canoni della donna insicura, tradita in passato e desiderosa di scoprire quanto l'amore sia in grado di cambiare la vita, sorprendendo un'esistenza che sembra destinata all'ineluttabile tristezza della solitudine forzata. Il viaggio, intrapreso dai due sul celeberrimo treno, non è soltanto fisico, ma anche mentale. Entrambi i personaggi, infatti, compiono una sorta di salto nelle loro coscienze, acquisendo consapevolezza, man mano, dei loro caratteri, desideri, voglie e passioni. Sia Santiago che Anais maturano, di città in città, mediante l'amore, mediante il dialogo. Ciò che si evince dal romanzo, quindi, non è solo l'importanza indiscutibile che ha l'erotismo in una coppia ben affiatata, ma anche il dialogo capace di riempire i vuoti della solitudine. A tal proposito menzione dovuta è la scena del tango, indiscusso “combattimento” d'amore tra amanti uniti dalla passione e ardente voglia di stare l'uno nelle braccia dell'altro, non senza rinunciare al proprio modo di essere. Mantenere la propria personalità, quindi, non significa non sapere o volere amare perdutamente un altro individuo, bensì comprendere la maniera in cui la propria anima riesce ad adattarsi per allargare il cuore ed essere felici. L'amicizia è un'altra forte componente che rende molto più intimistico il lavoro della D'Amico di quanto si sia in grado di pensare in un primo momento. A una lettura attenta, infatti, si capisce quanto la vicinanza di persone affini riesca a far emergere il meglio di un carattere solo abbozzato o privo di quella fiducia necessaria a diventare padroni del proprio ego. A volte le amicizie, infatti, spingono e sostengono decisioni altrimenti quasi impossibili da prendere e attuare. La D'amico riesce a trasmettere innumerevoli emozioni, neanche volendo, con la sua semplicità nello scrivere. Semplicità che abbiamo apprezzato in passato e che continua a convincere nel presente. Decisamente consigliato per sognare, gustare e desiderare, Sensuali tentazioni sull'Orient Express coinvolge e trasporta. Ultima cosa, ma non meno importante, per i più golosi c'è anche un interessantissimo ricettario alla fine dell'ebook. Sia mai che qualcuno voglia provare le stesse sensazioni paradisiache saggiate dai protagonisti?

Sensuali tentazioni sull'Orient Express vi attende... Che aspettate a salire in carrozza?

lunedì 24 febbraio 2014

Un giorno da favola di Fabiola D'Amico

UN GIORNO DA FAVOLA


Francesca è un dottoressa specializzata in sessuologia. Francesca è una validissima amica, senza la quale Maria sarebbe persa. Francesca è la webmaster di un blog dedicato interamente al mondo romance in chiave austeniano. Soprattutto, Francesca è una donna sola, dedita indefessamente al proprio lavoro, incapace, dopo il suo fallimentare rapporto di cinque anni prima, di provare alcuna fiducia nei riguardi del sesso forte. Preferisce riversare tutta la sete di romanticismo che prova nelle storie che legge accanitamente e nei personaggi maschili dei romanzi, dal temperamento così forte da procurarle un'infatuazione viscerale a ogni incontro. La verità è che Francesca attende il suo principe azzurro, senza che questo, però, sembri destinato a palesarsi nell'immediato futuro. Per lo meno fino a quando, in una mattina da dimenticare, Christian entra, assieme a un torrente di pioggia scrosciante, nella sua vita. A impadronirsi dei suoi sensi, del suo cuore, della sua anima, se possibile. Da quel momento in avanti, sarà una storia d'amore in piena regola, in perfetto stile “giorno da favola”. Ed è proprio da questo titolo che parto per raccontare di un'autrice scoperta per caso, Fabiola D'Amico, DEGNA di essere chiamata scrittrice, nonostante la ritrosia che lei stessa dimostri nel fregiarsi di tale titolo. Con una rapida ricerca nel web, si scoprono tantissime cose, sul conto di una persona, primo fra tutte le pubblicazioni a cui ha dato seguito nella proprio carriera. Bene, la D'Amico sa il fatto suo. Perché è un'autrice di romance, ma lo è anche, e in maniera brillante, di genere erotico. Oltre a questo piacevolissimo romanzo, ho avuto occasione di leggere anche “La compagnia delle orchidee”, romanzo breve edito dalla Damster edizioni, in cui riesce a dar sfoggio della sua penna sagace, ironica e davvero talentuosa. C'è una cosa da puntualizzare, a chi vorrebbe obiettare errori di distrazione,  presenti in “Un giorno da favola” specialmente (semplicemente perché autopubblicato): un autore non è un l'addetto all'editing. Nella concezione comune e moderna, data la crisi del mercato dell'editoria, si è stati portati a credere che l'autore sia anche la persona con l'obbligo di smussare gli errori, la forma o, molto più volgarmente detto “correttore di bozze”. Bene, non è così. Che bisogni mettere cura nel proprio lavoro, cercando di svolgerlo nel migliore dei modi è un dato lapalissiano, sul quale nessuno si permette di obiettare, ma l'autore è una cosa, l'editore è un'altra. E solitamente, anche se in maniera fiacca, il correttore di bozze viene pagato per il proprio servizio dalla casa editrice. Come si suol dire, a ognuno toccherebbe svolgere il proprio lavoro. Ed è per questo motivo che, pur rimarcando il fatto oggettivo della presenza di alcuni errori (peraltro marginali e non attinenti a una qualche ignoranza dell'autrice, ma semplicemente, forse, a una fretta nel voler divulgare il proprio lavoro agli altri) mi trovo a considerare semplicemente la storia narrata. Storia che ho trovato gradevolissima, simpatica, con personaggi descritti in maniera acuta, in grado di trasmettere emozioni di affetto, ironia, simpatia, rabbia. E quando un autore riesce in tutto ciò, perdonatemi, ma io lo chiamo autore. La D'Amico è riuscita a farmi leggere il suo romanzo in una serata, e non è cosa da poco. Come sempre sono estremamente sincera. Ho ignorato libri lasciati a metà e contattato i vari autori spiegando il perché avessi agito in una maniera simile. Con Fabiola D'Amico non ne ho avuto minimamente bisogno: il libro m'è piaciuto. Una revisione ulteriore e il suo romanzo potrebbe benissimo essere presentato a case editrici valide, anziché essere confinato all'autopubblicazione (e chiamiamola in italiano, per favore, dato che viviamo in questo paese!) Unica nota che devo assolutamente porre a margine è la moda, che ho riscontrato ultimamente, di inserire i titoli dei propri romanzi nei propri libri, facendo leggere ai protagonisti le pubblicazioni passate dell'autore stesso. Sono già tre volte, nel termine di un mese, che leggo di questa usanza in vari autori e non mi piace. Perdonatemi, ma a me non piace proprio. Discorso, forse, prettamente soggettivo, ma ripeto: dico ciò che penso. Tolto questo dettaglio, comunque, che rimane fine a sé stesso e che non pregiudica la lettura di “Un giorno da favola”, consiglio la ricerca dell'autrice in rete. Leggete i suoi lavori e scoprirete un mondo nuovo, credetemi. La simpatia e la maniera brillante di scrivere di questa autrice vi lascerà soddisfatti. Purtroppo ho letto recensioni, inerenti a questo romanzo, assurde. Mi chiedo se le persone, in Italia, comprendano davvero il senso di ciò che leggono e soprattutto di ciò che dicono. Vi lascio il link, come di consueto: