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mercoledì 14 gennaio 2015

Scrivere l'erotico in una nuova chiave? Sì, con Maddalena Costa!

Eccoci qui, dopo le feste natalizie, con tanto di Capodanno e Befana... E pure qualche giorno extra, Sì, perché se volete le recensioni qualcuno dovrà pur leggere... Poi avrei anche qualcosina di nuovo da scrivere... A proposito di scrittura,.. Ieri la regia mi ha informata di una importantissima novità. Chi è la regia? Non fate domande, per cortesia, e leggete! Dicevo... Ieri è nata una nuova collana erotica.
-E dove sta la novità, Federì?- chiesero dagli spalti. E qui vi frego io! La nuova collana targata Lettere Animate sarà un caleidoscopio di scoppiettante novità. A partire dalla sua curatrice, la fantastica Maddalena Costa... Una tipetta che ha vinto millemila concorsi e che attualmente figura tra gli autori Damster con un romanzo "senza sfumature" appassionante e appassionato. Oltretutto è conduttrice radiofonica di "Sex Pills" e una giornalista di tutto rispetto. Ma andiamo al sodo. Carnt Erotique è ambizioso, audace e innovativo. Come si legge sul profilo tumblr della casa editrice, la collana:

avrà una conformazione particolare e unica (
come fosse un piccolo marchio editoriale all’interno di Lettere Animate). L’idea è quella di pubblicare prevalentemente autrici donne che possano scrivere con una cadenza regolare racconti, romanzi brevi, romanzi e tutto quello che può ruotare attorno alla letteratura per adulti. E molti dei titoli saranno prodotti in doppia versione standard e multimediale con approfondimenti audio, video e visivi per una esperienza di lettura erotica mai vista prima.

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Chiunque voglia partecipare attivamente può farlo inviando il proprio testo direttamente  compilando il form di Lettere animate a questo link:

http://www.lettereanimate.com/manoscritti/invio.php scrivendo nella sezione Generi il nome della collana oppure inviando una mail a Maddalena all'indirizzo 
lascrivadinia@gmail.com

Vi lascio con la pagina facebook della collana. Ragazzuoli scrittori: scrivete scrivete scrivete!
https://www.facebook.com/pages/Carnet-%C3%89rotique/407268692782167

venerdì 11 luglio 2014

Sensuali tentazioni sull'Orient Express

Sensuali Tentazioni: sull'Orient Express


In fondo un annuncio su internet che male potrebbe fare? E a chi, poi? Certo, chiedere i servigi di un gigolò non è da tutti, forse sembra anche immorale, ma in fin dei conti i soldi sono i suoi e, data la sua improvvisa ricchezza, ne ha tutti i diritti. Così si giustifica Anais agli occhi delle sue amiche e anche, un poco, ai suoi. Già perché, sotto sotto, lei è perfettamente cosciente dei suoi limiti emotivi. Dopo la sofferenza arrecata dal suo ultimo rapporto, non ha minimamente voglia di legarsi a qualcuno. Perché questo qualcuno potrebbe ingannarla, illuderla, deriderla e... derubarla. Cosa? Anche un gigolò potrebbe? No... No, lui mai. I soldi, la fama, la soddisfazione di irretire una giovane e insulsa donna come lei... Insulsa, si. Beh, se non lo fosse stata non le sarebbe mai capitato ciò che aveva subito per via di quel mascalzone di... No, un annuncio non può far male a nessuno, tanto meno alla sua defunta ispirazione. Una scrittrice di romanzi erotici costretta a ricercare la fantasia su un treno famoso come l'Orient Express... Possibile? Si. E Santiago le ha appena risposto. Dalle foto è un perfetto esemplare di uomo. Alto, latino, dallo sguardo decisamente conturbante e... gigolò professionista. Si, è deciso! Si parte alla volta di Vienna, su quel treno reso tanto famoso dalla più celeberrima scrittrice di gialli. L'Orient express attende... E Anais lo prenderà al volo, assieme, forse, anche all'amore.
Un inizio esplosivo per il nuovo romanzo della D'Amico, scrittrice ben nota tra le mie pagine e per nulla sazia, per fortuna, dei suoi sogni a occhi aperti. Parlo di sogni dal momento che ogni sua opera sembra il disegno dipinto dal dio dei desideri. Colmo di passione, aspettative, sensualità e amore, Sensuali tentazioni sull'Orient Express decreta il talento indiscusso di Fabiola D'Amico, semmai ce ne fossero stati dubbi in precedenza. Mai banale, sempre pronta a esternare le proprie emozioni tramite la parola scritta, l'autrice delinea, con il suo nuovo romanzo, una favola probabile dei giorni nostri, dove la donna prende in mano il timone del potere e decide, per una volta, laddove ha sempre avuto egemonia l'uomo. Si è sempre visto il genere maschile pagare per avere prestazioni di tipo sessuale o di compagnia, anche se il fatto comincia a diventare decisamente anacronistico in un mondo dove la donna è sempre più padrona di sé stessa. Anzi, proprio in un tempo dove la violenza sulle donne è sempre attuale, rimarcare il fatto che il gentil sesso ha gli stessi diritti della sua antitesi naturale è geniale. Santiago è il classico uomo stupendo, tipico dei romance e del quale non ci stancheremmo mai. Diciamocelo. L'uomo dei romance DEVE essere bellissimo ed esperto, altrimenti non lo ameremmo come invece facciamo sempre noi donne durante la lettura. Anais, invece, risponde perfettamente ai canoni della donna insicura, tradita in passato e desiderosa di scoprire quanto l'amore sia in grado di cambiare la vita, sorprendendo un'esistenza che sembra destinata all'ineluttabile tristezza della solitudine forzata. Il viaggio, intrapreso dai due sul celeberrimo treno, non è soltanto fisico, ma anche mentale. Entrambi i personaggi, infatti, compiono una sorta di salto nelle loro coscienze, acquisendo consapevolezza, man mano, dei loro caratteri, desideri, voglie e passioni. Sia Santiago che Anais maturano, di città in città, mediante l'amore, mediante il dialogo. Ciò che si evince dal romanzo, quindi, non è solo l'importanza indiscutibile che ha l'erotismo in una coppia ben affiatata, ma anche il dialogo capace di riempire i vuoti della solitudine. A tal proposito menzione dovuta è la scena del tango, indiscusso “combattimento” d'amore tra amanti uniti dalla passione e ardente voglia di stare l'uno nelle braccia dell'altro, non senza rinunciare al proprio modo di essere. Mantenere la propria personalità, quindi, non significa non sapere o volere amare perdutamente un altro individuo, bensì comprendere la maniera in cui la propria anima riesce ad adattarsi per allargare il cuore ed essere felici. L'amicizia è un'altra forte componente che rende molto più intimistico il lavoro della D'Amico di quanto si sia in grado di pensare in un primo momento. A una lettura attenta, infatti, si capisce quanto la vicinanza di persone affini riesca a far emergere il meglio di un carattere solo abbozzato o privo di quella fiducia necessaria a diventare padroni del proprio ego. A volte le amicizie, infatti, spingono e sostengono decisioni altrimenti quasi impossibili da prendere e attuare. La D'amico riesce a trasmettere innumerevoli emozioni, neanche volendo, con la sua semplicità nello scrivere. Semplicità che abbiamo apprezzato in passato e che continua a convincere nel presente. Decisamente consigliato per sognare, gustare e desiderare, Sensuali tentazioni sull'Orient Express coinvolge e trasporta. Ultima cosa, ma non meno importante, per i più golosi c'è anche un interessantissimo ricettario alla fine dell'ebook. Sia mai che qualcuno voglia provare le stesse sensazioni paradisiache saggiate dai protagonisti?

Sensuali tentazioni sull'Orient Express vi attende... Che aspettate a salire in carrozza?

giovedì 10 luglio 2014

Intervista! Intervista? Si, si... a Vittorio Xlater per... Arcani maggiori vietati ai minori

Arcani maggiori vietati ai minori. Sesso e tarocchi in 22 racconti d'autore

http://www.damster.it/index.php/prova/ebook/eroxe-dove-l-eros-si-fa-parola/item/arcani-maggiori-vietati-ai-minori



Cominciamo subito con il presentare l'opera che è la cosa più importante! Esce oggi Arcani Maggiori vietati ai minori - sesso e tarocchi in 22 racconti d'autore. Edito da Damster, l'antologia è una raccolta di racconti erotici ispirati agli arcani dei tarocchi. Di seguito gli autori, la sinossi e un breve stralcio, quindi... INTERVISTA!


Sinossi

Ventidue racconti senza veli e senza tempo. Alcuni tra i migliori autori della letteratura erotica nazionale hanno raccolto la sfida di "svelare gli arcani", rappresentando l'Eros che si nasconde dietro le più affascinanti e misteriose carte dei tarocchi.

PRESENTAZIONE

L’obiettivo iniziale era quello di pubblicare una raccolta di racconti erotici di “it.sesso.racconti”, il gruppo che, dagli esordi come newsgroup a Facebook, ha unito una schiera multiforme, fluida e mobile di amici, appassionati e autori di genere. Il rischio era quello di offrire la solita “ammucchiata” casuale di racconti erotici ripescati da cartelle che languono quasi dimenticate sugli hard disk.
E così, discutendone insieme, si è arrivati a un criterio differente. Scartata l’idea del tema comune che faceva così tanto scuola e gara, stravolgendo il senso del legame tra gli autori, si è approdati all’idea degli Arcani.
Un filo conduttore abbastanza flessibile, tale da lasciare ogni autore libero di essere se stesso, con il proprio stile, il proprio approccio, i propri contenuti, ma al tempo stesso così affascinante, misterioso, duttile a ogni lettura e abbastanza forte da lasciare un’impronta coerente e caratterizzante del risultato complessivo. Ventidue racconti, ognuno ispirato ad uno degli Arcani maggiori.
Ma non solo scrivere. Questa antologia è il frutto di una collaborazione che va ben oltre lo stilare un testo seguendo un tema: un lavoro di reciproci commenti, critiche, suggerimenti e incoraggiamenti che determina un valore ben più alto che la somma delle parti. La raccolta nel complesso è diventata, a tutti gli effetti, il risultato di un lavoro di gruppo tra amici. Riuniti intorno a un tavolo, lungo, ovale, nella penombra di una stanza illuminata da candele, a interpretare le carte girate e offerte loro dal Destino.
Il risultato finale è quello che state per gustare. Buona lettura.


INTERVISTA:



Oggi mi cimento in qualcosa di decisamente diverso dall'usuale, ma è doveroso. Il perché lo capirete strada facendo...
Esce in questi giorni un'antologia a carattere erotico dal titolo “Arcani maggiori vietati ai minori – Sesso e tarocchi in 22 racconti d'autore” edito da Damster. A tal proposito abbiamo qui con noi il curatore del progetto, colui che ha dato via al tutto, quello che bla bla bla. Insomma, c'è Vittorio Xlater, scrittore già noto tra queste pagine per le sue opere che alla sottoscritta son piaciute non poco. Ma dal momento che non si parla di lui, nell'intervista che segue, ma del progetto che coinvolge tanta gente, dimenticate la mia precedente affermazione, come stessimo in un tribunale.

Caro Xlat, cominciamo dalla domanda più importante... Dopo tutto questo lavoro estenuante, come stai? Da fonti attendibili sappiamo che non è stato semplice dar vita a questa antologia. Non chiedere chi sia la fonte attendibile, non è necessario sapere...

Sto benissimo, e sono felice che siamo arrivati alla meta finale. In fondo non è stato nemmeno così estenuante. Direi che nella sostanza lo spirito “di squadra” ha retto fino alla fine, e c'è stata la fattiva collaborazione di tutti in ogni momento.

Prima di sapere chi si è scornato con chi, dicci il significato del titolo e, non meno importante, come si è arrivati alla sua versione definitiva. Sappiamo che non è stata una scelta semplice, bensì spietata, non priva di colpi di scena e... è stato versato del sangue? Se si, quanto?

Quando Faber ha segnalato l'uscita di un'antologia di racconti (non erotici) basati sui tarocchi, come la nostra, era evidente che serviva un titolo “forte” per marcare la differenza. “Vietati ai minori” è un segnale inequivocabile sul contenuto erotico.


Dalla sinossi abbiamo capito, bene o male, come si sono venuti a creare i binomi autore/arcano, ma hai qualche aneddoto succoso da narrare? Sono stati tutti contenti dei sorteggi? Com'è andata quella sera? (la solita fonte attendibile... che vuoi farci... è una gola profondissima!)

Volevo organizzarmi per avere almeno un testimone e fare i sorteggi insieme. L'unica geograficamente percorribile era Fran ZA, ma non siamo riusciti a “incrociare” gli impegni. Per cui per non andare per le lunghe ho deciso di fare da solo. In pratica è come se avessi fatto un solitario con i Tarocchi. E io ai solitari non baro mai. A differenza di quanto si dice nella presentazione, gli autori non erano riuniti intorno a un tavolo, ma collegati via Facebook. Però è stato lo stesso molto divertente.


Ma tutto questo “ambaradan” a che pro è stato fatto? Perché avete deciso, tu e gli altri, di dar vita a questa antologia? E come si è svolta la sua stesura? Tranquilla? Vi siete aiutati? Vi siete consigliati? Dicci, dicci...

L'editore Damster stava seguendo con interesse il fermento che c'era nel gruppo Facebook “it.sesso.racconti” che raccoglie l'eredità del vecchio newsgroup dello stesso nome che sin dal '98 è stato il “caffè letterario” virtuale degli scrittori erotici italiani. Così mi ha suggerito un'antologia di it.sesso.racconti. Solo che non mi piaceva l'idea di fare la solita ammucchiata casuale di racconti. Volevo fare un'antologia con un filo conduttore, un trait d'union. E' venuta l'idea di ispirarci agli Arcani Maggiori dei tarocchi, è piaciuta, e ci siamo messi al lavoro.
L'aspetto più interessante è stato quello collaborativo. Nessuno si è limitato a pensare al proprio racconto: per tutti l'obiettivo era anche realizzare una buona opera nel complesso. Per questo è stato naturale per ognuno consigliare, correggere e supportare i colleghi quando condividevano le loro prime versioni. Come dicevo prima, c'è stato un vero lavoro di squadra.

Va bene, io non so cosa altro inventarmi, anche perché finirei per far vertere il discorso su una certa Giustizia, arcano numero 11... Insomma, sarei di parte, quindi: parla! A ruota libera, di tutto ciò che ti viene in mente.

Quello che ho in mente è che la vera avventura comincia adesso. Vediamo come risponde il pubblico dei lettori a questa proposta. Credo che la letteratura erotica sia un genere che si presta meglio al racconto che al romanzo, ma al tempo stesso per comporre una raccolta di racconti che possa farsi libro, pubblicazione, elettronica o cartacea, non basta sceglierli e metterli insieme. Bisogna “comporli” con un criterio, creare un contesto che li unisca. Avere un “tutto” che sia più della somma delle parti. Se la cosa funziona, ci si può riprovare. Le idee non mancano.

E per finire... Per finire ti saluto, anche perché io non sono proverbialmente una che intervista, quindi già è tanto averci provato. Cosa? Vuoi sapere la fonte attendibile chi era? Bah, non ricordo, non so... Dai, adesso fai una saluto, gira su te stesso quattro volte e poi fila a lambiccarti il cervello sul prossimo progetto.

Non mancherò!

sabato 15 marzo 2014

Henrietta, la seduzione dell'innocenza di Ashara

Henrietta, la seduzione dell'innocenza: (Eroxè, dove l'eros si fa parola...) (Damster - Eroxè, dove l'eros si fa parola)


Cameriera in casa Radcliffe, giovane ed estremamente conturbante, Henrietta ha da tempo una storia con lo stalliere Johnn, ragazzo stupendo, dallo spiccato sex appeal e dai modi rudi ed eccitanti in grado di provocare smania di possedimento a ogni occhiata. Con lui Henrietta spera di convolare a giuste nozze, nonostante i loro amplessi siano gli unici contatti che ultimamente determinano il loro rapporto. Fatalmente avvinta dai toni imperiosi del ragazzo, la cameriera si introduce, nei giorni prestabiliti, all'interno degli alloggi dove dimora il ragazzo per essere presa in tutte le forme che lui desideri, fino a una sera in cui lui, incurante delle conseguenze, pecca di prudenza e lungimiranza. Henrietta capisce ben presto di essere rimasta incinta e di non avere alcuna speranza di assistenza dal padre del nascituro che, senza remore, rivela la sua vera natura rigettando le proprie responsabilità conscio di abbandonare la tenuta di li a poche settimane. Henrietta, distrutta dalla solitudine e dal tradimento, decide di correre ai ripari per salvare la propria dignità e quella del suo futuro bambino; il ritorno del padroncino Robert a casa Radcliffe sembra voler essere un segno del destino. Divertente, scritto in maniera deliziosa, priva di volgarità, Henrietta lascia il sorriso a ogni riga, facendo vivere al lettore il godimento di un talento indubbio. Ashara dà prova di un'esperienza e una cultura d'altri tempi, quasi vivesse in un mondo parallelo al presente, fatalmente immersa in un'epoca lontana e capace, per questo, di narrarla senza esitazioni o difficoltà di sorta. Gli amplessi descritti non sono mai banali, al contrario ricchi di spontaneità e brio, veri protagonisti di una novella erotica in grado di stupire e far divertire. La lettura scorre velocemente, senza che alcun intoppo ne pregiudichi la godibilità, e non lascia alcun amaro in bocca per dettagli sbagliati. Senza nulla invidiare a racconti erotici d'altri tempi, dal linguaggio sinuoso, eccitante e, nel contempo, intelligente e sagace, Henrietta non delude in nessun risvolto e riesce a donare al lettore la bellezza di una novella lunga il giusto. I personaggi, sapientemente descritti in tutte le sfaccettature possibili, si accavallano, susseguendosi in un ritmo mai altalenante, immergendo il lettore, direttamente dalle prime pagine, nel pieno contesto sociale della storia narrata, testimoniando la tragicità della forza del potere su un rango inferiore, quale la servitù, ma in maniera divertente e allegra, come se talune situazioni non fossero state, in realtà, vere e proprie disgrazie per il ceto povero di una società antica. Iniziando e proseguendo nella lettura di Henrietta, in effetti, si ha quasi la percezione di esser sbalzati sul set di una di quelle commedie tanto in voga nei primi anni '80 in Italia, nei quali stallieri, camerieri e signorotti si alternavano in situazioni comiche ed erotiche nel contempo. La narrazione non presenta mai parti lente o noiose, non lascia adito a dubbi di sorta, non evoca nella mente domande dalla risposta celata o irrisolta. Sarebbe semplicissimo, se non si sapesse la verità, spacciare questo racconto lungo come uno dei tanti di un'epoca passata e non di proprietà di un'autrice attuale ed emergente poco conosciuta. Ancora una volta si ha la prova dell'indiscusso talento che alberga nell'underground della rete, con Ashara, e di come sia assurdo che tale sapienza non venga innalzata alla conoscenza della massa. In Italia si continuano a leggere le sfumature oltreoceano, quando si avrebbero i mezzi necessari a proporre la giusta concorrenza con i propri mezzi. Autori validi, nel nostro paese, ce ne sono e Ashara ne è l'inconfutabile prova. Nella speranza che qualcuno, oltre a Damster edizioni, riconosca i meriti di un'autrice dall'indiscusso talento, lascio il link all'acquisto di questa novella erotica, irriverente e terribilmente divertente, invitandovi anche a visitare il sito di Ashara ricco di ulteriori racconti.  

martedì 11 marzo 2014

Perversa di Valter Padovani

Perversa
Martina si prepara a tornare a casa dopo una giornata di lavoro. Nonostante il traffico, gli ostacoli durante il ritorno, la sua eccitazione è ai massimi livelli. Luca, finalmente, sta tornando da uno dei suoi soliti viaggi e le ha promesso una sorpresa davvero entusiasmante. Le ha imposto che vestiario indossare, promettendole di non rimanere delusa. E Martina non solo crede ciecamente alle parole del fidanzato, ma non vede l'ora di saggiare fino a che punto si sia spinta, questa volta, la vasta fantasia dell'uomo. Giunta a casa la sorpresa avrà inizio, anche se...
Letto in mezz'ora, “Perversa” costituisce una gradevolissima parentesi per distendere le membra, la mente e il sorriso. Dal linguaggio mai volgare, ricercato, alcune volte, e dai tratti spinti ma giusti, questo breve racconto si fa leggere con grazia e semplicità. Non conoscevo l'autore, prima di questo suo scritto, né la casa editrice che lo ha pubblicato -Eros e Cultura-, se non per i sonetti di Xlater di cui ho parlato nei giorni scorsi, ma devo dire che la cura, l'ottimo editing e la sapienza con il quale la narrazione è presentata al lettore merita quei pochi centesimi di euro spesi. Un lavoro di qualità, sia da parte dell'autore che da parte dell'editore, “Perversa” è una storia godibile, dalla facilissima fruizione, che mette in luce l'indubbio talento dell'autore nello scrivere e dal finale fantasioso, per nulla scontato, che spiazza e, sinceramente, fa anche sorridere, nonostante il sorriso non sia proprio la reazione che ci si aspetterebbe nella realtà davanti alla prospettiva presentata. Consigliatissimo!  

venerdì 7 marzo 2014

Quanto sei bona di Xlater - Eros cultura

Quanto sei bona - 101 sonetti erotici

Quanto può esser facile scrivere sonetti? E quanto può risultarlo se in dialetto, se rivolti non alle solite persone sensibili, contornati dai soliti infiocchettamenti, caratterizzati dalle solite parole sdolcinate? Soprattutto, narranti dei soliti temi quali l'amore, la morte, il desiderio, la presenza, la non presenza... Non è semplice per nulla. Per questo ho ammirato, stimato e letto, ancor di più, uno scrittore come Xlater che, con la sua proverbiale ironia, e nel dialetto che prediligo, perché anche mio, è riuscito dove molti altri han fallito e falliranno. "Quanto sei bona" è un tipico inno romano al vizio, alla bellezza femminile, al suo sapersi concedere ma anche far attendere, al voler bene a una persona che intriga, decantandole amore in maniera del tutto differente. Xlater riesce a far ridere e riflettere, nel contempo, facendo leva sui difetti degli uomini, ma anche su quelli femminili, facendo emergere quanto la cultura di fondo sia importante, soprattutto, per esprimere concetti all'apparenza semplici da divulgare. Senza mai essere volgare, ma estremamente divertente, "Quanto sei bona" è una raccolta di sonetti erotici, volti a enfatizzare l'amore carnale, ma anche quello concettuale. Sembra di facilissimo approccio, e in effetti lo è, ma appare anche come la descrizione di uno spaccato di vita moderno, seppur narrato in un linguaggio d'altri tempi, evocanti al Rugantino o al Belli. Scrivere sonetti in dialetto, credetemi, non è affatto semplice, e scriverli in chiave ironica e divertente lo è ancor meno. Perché riuscire a far ridere o anche solo sorridere è tremendamente difficile. Xlater riesce anche in questo, dimostrandosi davvero uno scrittore versatile e talentuoso, dal godimento assicurato. Decisamente consigliato a tutti! Di seguito il link alla lettura, sperando vi entusiasmi quanto ha entusiasmato me!
http://www.amazon.it/Quanto-sei-bona-sonetti-erotici-ebook/dp/B00HV29GNC

giovedì 6 marzo 2014

Viola come un livido di Marco Peluso


Viola come un livido

Viola come un livido è la pelle di Alessandra. Viola come un livido è l'anima di Marco. Viola come un livido è l'impatto di due vite disagiate in un mondo normale, in continuo ed eterno movimento. Un livido ha, però, diverse sfumature, comprese in gradazioni sgradevoli, sovente, proprio a sottolineare il trauma da cui è derivato. Giallo ocra, come il colore dell'urina a bagnare le tavolette di quei bagni pubblici lordi di sozzura e squallore. Blu, come un'anima pestata da traumi infantili, dall'alcool, dal bisogno represso di un affetto mai concesso. Rosso, come una passione a stento contenuta, troppo potente affinché chi ne sia pervaso possa resistervi a lungo. Verde, come le distese sconfinate nelle quali ci si vorrebbe perdere dopo aver trovato e provato le brutture di una vita grama, costellata da insuccessi o semplicemente dovuta all'ineluttabilità di esser cresciuto in una città o in un contesto differente da quello che sarebbe stato congeniale alla propria genialità. Dal linguaggio tutt'altro che semplice, ostico e per alcuni versi veramente troppo pesante, Viola come un livido narra una breve parentesi della vita di due ragazzi fondamentalmente soli, conosciutisi in una chat, più timidi e introversi di quanto vorrebbero dare a vedere nonostante frequentatori di siti al limite del pornografico. Se da una parte vi è Marco, ragazzo allampanato, alcolizzato, affetto da frequenti malesseri, dovuti proprio alla sua forte fragilità psico emotiva, dall'altra vi è Violasan, o Alessandra, ragazza di una bellezza quasi eterea, dall'animo di difficile interpretazione, scossa da tristezze nascoste e sopite, che cerca nel sesso un modo per conoscere sé stessa e gli altri. Forse. Non c'è nulla di certo, nei caratteri descritti dall'autore, se non il forte senso di inadeguatezza che scuote le anime torbide dei suoi protagonisti. Come detto, il linguaggio appare troppo sovente molto pesante e, seppur rendendo perfettamente l'idea di totale e permeante tragicità, rende difficoltosa una lettura scorrevole. L'utilizzo reiterato di determinati termini non sempre ciò che il lettore vorrebbe trovarsi a leggere, forse perché immerso, in determinati momenti, in un aura di forte romanticismo. Si denota una sorta di freno, come se si avesse paura di provare determinati sentimenti e di esporsi al mondo per ciò che realmente si è e non per ciò che si vuole apparire. Solitamente la scurrilità, così intesa nell'accezione comune, denota una forte insicurezza e fragilità, una sorta di impossibilità cronica a mettere a parte il prossimo del proprio animo, forse per paura di non essere compresi, probabilmente per timore di venir giudicati. Un romanzo indubbiamente di spessore, forte e crudo, una storia d'amore, come giustamente evidenzia l'autore Marco Peluso, atipica. Non molto, comunque. La realtà del contesto sociale, purtroppo, è ben descritta e ravvisabile in molti luoghi d'Italia. Parliamoci chiaro, quella raccontata da Peluso non è il giusto e normale corse di come un amore dovrebbe sbocciare ed evolversi, non tanto peer il sentimento, che è inteso come mezzo di salvezza reciproca, quanto per la condizione sociale nella quale i personaggi stessi vengono a trovarsi. Alessandra e Marco devono fare i conti con i propri demoni e pochi giorni insieme offrono ossigeno, ma non salvezza. Indipendentemente dal linguaggio e dall'indubbio stile talentuoso di cui si rende protagonista Peluso, quasi si soffre per i personaggi da lui narrati, perché coscienti di una loro ineluttabilità futura. Triste, reale, forse troppo forte per molti stomaci deboli e avvezzi a letture più auliche, Viola come un livido è consigliato a chiunque voglia saggiare uno squarcio di realtà vissuta, reale, ma difficile da digerire. Di seguito il link, as usual... Ah, e ricordo che il romanzo in questione concorre per il contest “Eroxé, miglior romanzo erotico” indetto da Damster edizioni”. È possibile votare, quindi, tale romanzo presso il sito di seguito!   

martedì 25 febbraio 2014

In Paradiso di Antonella Aigle


In Paradiso (Damster - Eroxè, dove l'eros si fa parola)


La vera bellezza di frequentare facebook, piattaforme sociali in generale e amazon è il continuo ricercare, scovare e godere di nuovi autori, validi. Utilizzare ciò che la rete mette a disposizione per arricchirsi culturalmente credo sia la cosa migliore che si possa fare, specialmente in un periodo in cui l'italiano è sempre più messo alla berlina in favore di un estremo amore per lo straniero. Perché ti fanno credere che straniero è bello. Che le uniche letture che valga la pena fare siano quelle oltreoceano, o comunque oltre il nostro paese. Poi, invece, capita di imbattersi in romanzi come “In Paradiso” e finalmente uno squarcio arriva a frammentare quel lugubre e grigio panorama letterario fatto solo di sfumature di rosso, viola, grigio, nero... Insomma quello che volete, pur che sia non italiano. Diamine, abbiamo fior fiori di scrittori scalpitanti e in attesa che qualcuno creda in loro e che li legga, e noi ce ne andiamo in giro sfarfallando, magari dicendo anche che qui in Italia non si è in grado di scrivere erotico come all'estero? Allora Antonella Aigle, edita da Damster, che ha scritto un romanzo in grado di farsi leggere in una mezza giornata, non è forse degna di attenzione? Io dico di si. Inizialmente, come al solito, sono andata a leggere le recensioni e i commenti su Amazon, tanto per farmi un'idea. E tra i “superlativo”, solitamente non troppo veritieri, mi sono imbattuta nel “non lo comprate, per carità di Dio”. Inutile dirlo, mi sono incuriosita ancor di più, chiedendomi come si potesse avere pareri tanto contrastanti. Dal momento che qui in Italia vige la moda di voler essere ciò che non si è, quindi: scrittore, recensore, allenatore e qualsivoglia mestiere, magari facendo tutt'altro, ho soprasseduto a tali commenti, decisa a farmi un'idea mia del tutto. All'ora di pranzo mi son messa comoda sul divano e ho iniziato a conoscere Francesca, la protagonista. In pochissimo tempo sono arrivata al cinquanta per cento del romanzo domandandomi circa l'identità di talune persone in grado di definire “In Paradiso” assolutamente da non leggere. Giunta, subito dopo cena, alla fine del romanzo, mi sono chiesta se, per caso e come sempre, non ci fosse lo zampino di qualche autore invidioso dietro ai nick fantasiosi volti a sminuire il lavoro della Aigle. È indubbio il fatto che ci si trovi davanti al romanzo d'esordio di una scrittrice con poca esperienza, lo dimostrano gli errori dovuti alla disattenzione oppure ad alcuni particolari quali tre punti esclamativi consecutivi, il ripetere il nome dell'interlocutore nonostante sia ben chiaro di chi si tratti. Ma, ragazzi, come ho già tenuto a sottolineare in precedenza, un autore è un autore e il suo mestiere è quello di scrivere storie che riescano a coinvolgere, ad emozionare, a trasmettere. E la Aigle tutto ciò lo ha fatto. Leggendo e andando avanti, magari documentandosi, dal punto di vista di qualche particolare in più sulle regole dell'editing, sicuramente perfezionerà ciò che “In Paradiso” è ravvisabile come refuso, ma in quanto a talento nel voler esprimere concetti non ha certo di che giustificarsi con nessuno. Le si è imputato il fatto di descrivere il rapporto anale al secondo giorno di conoscenza con l'uomo dei suoi sogni, nonostante la protagonista non ne avesse mai fatto “uso”. Ragazzi: succede. E neanche così poco spesso. Certo, io avrei ridotto i numerosissimi amplessi, cosa magari non proprio veritiera, ma si tratta di un romanzo, non di vita vera. E ogni uomo, così come ogni donna, sogna notti di interminabile e fantastico sesso, anzicheno! Le si è imputato il fatto di aver parlato della protagonista intenta a bere, e cito testualmente, sperma come fosse cocacola, cosa non solo non vera, dato che l'autrice non ha mai utilizzato neanche lontanamente un espressione volta a pensarlo, ma, comunque, possibile. Vorrei ricordare che i pensieri che possono scattare nella mente di una ragazza come quella descritta nel libro sono molteplici e non per forza confinati in una morale imperante nella società perbenista che vige ai giorni nostri. Su questo punto, oltretutto, avrei molto da dire, dal momento che nessuno ne parla, ma chissà come mai, i romanzi erotici vanno a ruba. È stata altresì mossa l'accusa di ripetere l'espressione “raggiunse l'orgasmo gridando il suo nome” addirittura con il supporto di una cifra. Il commentatore si è messo a leggere il romanzo contando le prole... Queste sono le critiche assolutamente inutili di cui nessuno ha bisogno. Non ci sono molti modi per esprimere determinati concetti, e per quanti se ne possano trovare, si risulterà sempre poco originali. Siamo nel 2014, non nel 1900, e come la musica, molto è stato già scritto e divulgato. La maestria di un autore sta nel creare una storia coinvolgente e narrarla nella maniera più empatica possibile. E la Aigle, questo, lo ha fatto. Leggendo un romanzo erotico io mi aspetto di avvertire un brivido di eccitazione, una sorta di divertimento o di coinvolgimento emotivo. Bene, nel “In Paradiso” non manca nulla di tutto ciò. Non posso che ritenermi soddisfatta della lettura, e posso asserire, senza ombra di dubbio, che attenderò maggio per leggere il secondo romanzo di Antonella, già nella programmazione della Damster edizioni. Spero si giunga, prima o poi, al bando di questa esterofilia dilagante. Gli americani non sono migliori di noi, ragazzi, hanno solo mezzi più potenti per arrivare nelle nostre librerie. Punto. Di seguito lascio il link al romanzo di Antonella Aigle, “In paradiso”, invitandovi al suo acquisto:http://www.amazon.it/In-Paradiso-Damster-Erox%C3%A8-parola-ebook/dp/B00GG2JEX0/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1393244665&sr=1-1&keywords=in+paradiso

giovedì 20 febbraio 2014

La guardia del corpo di Letizia Draghi


La guardia del corpo: 8 (Senza sfumature)


Dopo la parentesi fallimentare con Daniele Martini, Alessia torna a essere la semplice segretaria nello studio della “rapace” Ornella. È disincantata, scottata da un rapporto, quello con l'ideatore della Sala delle Punizioni, che l'ha toccata nel vivo, creandole ancora più insicurezze di quante non ne avesse prima. Ma una cosa buona, da tutta quella storia, ne è uscita fuori: l'assegno da duecentomila euro che l'uomo le ha elargito a seguito del suo coinvolgimento alla realizzazione della sala sadomaso. Forte di quei soldi, finalmente la nostra eroina avrà la possibilità di andarsene via da casa, da una madre egoista, dal suo compagno dispotico e da tre fratellastri tutt'altro che mansueti e dolci. Ma un terremoto arriva a scombinare i suoi piani. E non si tratta di un terremoto emotivo, bensì di uno vero, reale. Non posso andare oltre, come sempre, altrimenti svelerei troppo, ma io adoro Letizia Draghi. Il modo che ha di scrivere è talmente scherzoso e colloquiale da rendere la sua Alessia un'amica ideale, la classica persona che si desidera incontrare e di cui si vuole sapere tutto. La guardia del corpo, personaggio che entrerà in scena quasi da subito, è il classico sogno di ogni donna. Uno straniero, palestrato e mastodontico, in grado di proteggere, adulare e amare la propria compagna. Bello da togliere il fiato, Sergey salva Alessia non solo da uno scippo, ma anche da sé stessa e dalla vita infelice a cui è costretta. Ne rapisce il cuore, i sensi, introducendola in un mondo differente, atto soprattutto a valorizzare le sue potenzialità, invece di abbrutirle. Sergey desidera far scoprire ad Alessia che anche lei, come ogni donna, è una potenziale farfalla pronta a spiccare il volo distendendo le proprie, bellissime, ali. Sarà proprio lui, infatti, a farle capire cosa significa osare credendo nelle proprie potenzialità e possibilità. E lo farà nella maniera più sensuale e sessuale possibile. Le scene erotiche, come nella Sala delle punizioni, sono divertenti, accarezzate in modo deciso ma mai volgare, atte a evidenziare un'eccitazione latente sempre in bilico tra il fare l'amore e il sesso selvaggio. Alessia è un portento, simpatica e delicata, grazie anche alla sua insicurezza che abbandona, via via, facendo spazio alla donna che è in lei e che preme per fuoriuscire. In più le parole utilizzate da Sergey, durante la seduzione, lo rendono quanto di più desiderabile esista... Insomma, ho già acquistato Body Sushi, il capitolo successivo della Draghi, ma non potevo esimermi dal leggere “La guardia del corpo” e non potete farlo neanche voi! Quindi, bando agli sprechi e avanti con gli acquisti intelligenti, perché la Letizia li merita tutti, come tutte le autrici della collana “senza sfumature”! Di seguito link, ragazzi!

lunedì 17 febbraio 2014

Zona d'ombra di Emiliana de Vico


Zona d'ombra: 7 (Senza sfumature)


Vivienne è sola. Di nuovo. Alexander Cambi è stato un miraggio, una dolorosa meteora nel suo mondo fatto di solitudine e dolore altrui. Non ha voglia di amare, non più. Il tradimento emotivo dell'uomo l'ha travolta, facendola piombare in un'insicurezza che dovrebbe essere propria dei suoi assistiti, non sua. Ma in fondo nessuno è al riparo dalla tristezza e dal dolore, pur conoscendo questi sentimenti nel profondo, pur avendo guardato negli occhi la solitudine, la violenza di un amore perverso. Ma Vivienne è ignara del fatto che il futuro è un libro oscuro nel quale sono scritti destini involontari, provenienti quasi da mondi paralleli. Sexy Law, o più semplicemente Oliver, arriva come un turbine nelle sue giornate, scombinando le sue certezze con le sue zone d'ombra, visibili, latenti, dolorose. Ero incerta, all'inizio, avendo timore di leggere una sorta di replica del primo episodio. Sono stata sorpresa, travolta io stessa dalle emozioni che la De Vico ha trasmesso, così intense da mettere, quasi, in secondo piano l'erotismo, descritto in maniera strategica e spiazzante, come era stato nel primo episodio. Nessuna replica, ma un'intensità tale da spingere a indagare il proprio animo. Fino a quanto si è disposti a donare di sé stessi in favore di un amore totalizzante? La violenza psicologica, molte volte, sa essere più subdola e penetrante di quella fisica, spingendo un individuo ad annullare la propria identità in funzione del proprio aguzzino, di cui non si percepisce la pericolosità. Mai. La forza di Emiliana sta nel testimoniare e nel provare che la violenza non è propria solo degli uomini, intesi come maschi. La violenza può essere perpetrata su chiunque, in un turbinio di ricatti capaci di evirare, uccidere, annientare la volontà della vittima. Con “Zone d'ombra”, di nuovo, la De Vico dimostra la sua sapienza, in ambito psicologico, spingendo però il lettore ad arrivare con le proprie capacità alla soluzione di un bandolo intricato quanto può esserlo una mente distorta dal dolore. Vivienne è toccata da una violenza data dal tradimento della fiducia riposta, mentre Oliver è vittima di un tipo di coercizione forzata, mentale, invisibile, ma latente. Come sovente accade, con le grandi penne che si ha la fortuna di leggere ogni tanto, l'erotismo eccitante è un trait d'union tra la psicologia e l'amore. La mente umana sa essere complicata, ostica e decisamente ottusa, se permeata da sentimenti poco usuali, e da ciò che la morale considera insensato e sbagliato. Non posso andare oltre, nelle considerazioni, perché rischierei di rivelare troppo di un racconto che desidera essere letto perché meritevole di rimanere nella mente e nella coscienza di tutti, come bandiera, specialmente in questi periodi bui in cui la violenza sulle donne è criticamente presente in Italia e nel mondo, inneggiante alla libertà dell'individuo e alla propria dignità nell'essere vivo. Link di seguito, non posso che battere le mani ad Emiliana, rinnovando i miei complimenti