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lunedì 20 ottobre 2014

Le ragioni del cuore di Macrina Mirti

Le ragioni del cuore (Passioni Romantiche)

La guerra tra Goti e Latini imperversa senza sosta. Le sorti dei simpatizzanti clericali, però, versano in condizioni disastrose e numerose sono le vittime che cadono sotto i colpi della fame e delle armi. Lucilla ha perduto qualsiasi cosa. I fratelli, suo marito, suo figlio... Le è rimasto solo il padre, un uomo buono e saggio, devoto a Dio, ma non in maniera così estrema da abbracciare completamente le cause della Chiesa. Lucilla è più estremista, complice anche la sua giovane età e le brutture che hanno caratterizzato gli ultimi anni della sua vita, quelli della maturità e del passaggio all'età adulta. Per questo motivo, forse, decide di seguire il plotone organizzato alla bell'è meglio. Per questo motivo, forse, decide di vendere cara la pelle pur di rubare provviste e portarle alla sua gente. I goti hanno tagliato qualsiasi ponte con l'esterno e Lucilla è costretta alla fame da troppo tempo. Non può resistere lei come non può resistere il popolo, costretto a mangiar topi e cavalli pur di continuare a vivere. Parte, quindi, vestita da soldato. Parte, rendendosi conto dell'estremo rischio che sta correndo. Parte con la paura di non tornare più. E se non fosse poi così terribile cadere tra le braccia del nemico?
Macrina Mirti ormai è la mia garanzia. Quando leggo lei so per certo che trascorrerò almeno un'ora nel sogno più spettacoloso possibile. Sarà la penna, il suo talento indiscusso, la profonda conoscenza degli ambienti storici descritti o le storie originali e colme di emozioni, ma Macrina è per me LA scrittrice di racconti rosa storici per eccellenza. Non me ne vogliano le altre autrici, ma quando riesco a impadronirmi delle sue opere gongolo. Le ragioni del cuore è semplicemente magnifico. Scritto in maniera impeccabile, ambientato nella mia terra e in un contesto storico poco strumentalizzato dagli scrittori in generale, questo racconto è capace di esprimere tutto ciò che una lettrice di genere brama. C'è la passione, ci sono gli intrighi, ci sono i buoni così come i cattivi. Lucilla è una donna forte, che non si odia per debolezza, ma si ammira per tenacia. Oldegamo è il personaggio maschile per eccellenza, colui che ruba il cuore e l'anima, il fusto che chiunque vorrebbe come consorte. Si sogna, si sbava anche (che è quello che serve per caratterizzare al massimo un romance) e... Sono rimasta incantata. Credo che questo sia il racconto di Macrina Mirti che più ho adorato. Letto in mezz'ora, ha catturato ogni mia sinapsi. Non pensavo, non cercavo altro... Catturata irrimediabilmente dall'arpia Amalia e dalla storia d'amore. Inoltre devo dire che l'ambientazione storica è davvero azzeccata. Come si sarà notato non sono riuscita a rimanere "fredda e distaccata" questa volta, ma è stato più forte di me. Forftemente e vivamente consigliato, Le ragioni del cuore entra per meriti nella mia libreria personale di best seller!

http://www.amazon.it/ragioni-del-cuore-Passioni-Romantiche-ebook/dp/B00NDIHO6E/ref=sr_1_2?s=books&ie=UTF8&qid=1410070532&sr=1-2

sabato 19 aprile 2014

Il canto del cuore di Macrina Mirti


Il canto del cuore (Passioni Romantiche)


Domiziana è una fanciulla cresciuta all'ombra di regole e comportamenti degni di un nobile. D'altronde lo è, figlia del sovrano Rufo. Siamo nel 569 e le guerre, pian piano, sul suolo di quella che diverrà Italia, si susseguono. Piccoli e grandi scontri atti a cementificare egemonie e nuovi insediamenti, destabilizzando ordini da anni consolidanti e costruendone di nuovi. Vi sono tangibili minacce a minare la pace del regno di Rufo, ma Domiziana è una ragazza con mente prettamente adolescenziale, avvezza all'insubordinazione e incline alla sperimentazione dell'avventura. Forte di questo suo carattere ribelle, la fanciulla decide di inoltrarsi nei terreni limitrofi alla villa del padre, complice un passaggio segreto di cui nessuno sembra essere a conoscenza. Proprio nel mezzo di un bagno ristoratore nel lago attiguo alla villa patrizia, però, due barbari fanno la loro comparsa, le vesti candide della fanciulla in una mano, un ghigno famelico e maligno dipinto sul volto. È la fine di Domiziana? Verrà posseduta con forza fino alla morte? Non vi è altra salvezza che il suicidio nelle acque profonde del lago. Meglio l'ottenebrarsi della mente per sua mano piuttosto che per quella di uomini scaltri e dai desideri sordidi fin troppo evidenti. Ma non sarà la fine di Domiziana, salvata in extremis da Neherem, soldato agli ordini di Rufo e uomo d'onore. Nonostante il bellatores sia un goto di origini, infatti, è il primo soldato del sovrano, colui di cui si fida. E giustamente, dato che, a discapito della pace stessa del regno, egli porrà fine alla vita dei barbari traendo in salvo una sconvolta Domiziana. Quell'episodio sancirà l'inizio della fine o l'inizio di un canto, quello del cuore, capace di avvolgere con la sua melodia anche l'animo più duro e, all'apparenza, freddo? Tanta la carne al fuoco, in questo racconto lungo scritto da Macrina Mirti per “Passioni romantiche”, tante le chiavi di lettura in uno storico che non ha nulla da invidiare ai romanzi considerarti tali per lunghezza. La realtà è che “Il canto del cuore”, nonostante la brevità, cattura ed esalta, lasciandosi leggere in meno di un battito di ciglia, tanto è ben congegnato. Dal linguaggio colto ma fluido, Il canto del cuore narra le vicende di una fanciulla che ancora deve scoprire il mondo ma che ha già conosciuto il dolore della perdita. Forse è mediante esso che Domiziana crede di sapere tutto, di aver vissuto tutto e di essere in grado di scrutare in fondo agli animi delle persone di cui si trova al cospetto. Come ogni adolescente che si rispetti, d'altronde, convinta in ogni momento di possedere una conoscenza profonda della vita e del mondo. Ma la morte riesce a gettare un velo di nitidezza nei suoi occhi, svelando anche quanto la rudezza dei comportamenti di Nehrem sia dovuta a un carattere introverso e serio, capace di celare sentimenti grandi e puri in nome di un rispetto consolidato nel tempo. Perché il rispetto, a volte, è molto più importante dell'amore stesso. Ogni personaggio del racconto è ben delineato, come davvero facesse parte di un contesto di più ampio respiro, come se le parole avessero il potere di dilatarsi per consentire una conoscenza più dettagliata di ogni singolo carattere. Mai, durante la lettura, si cade nella noia o nello scontato. Mai si rimpiange il fatto di non leggere un romanzo di più pagine, proprio per la sapienza che ha l'autrice di intessere la sua trama in maniera puntuale e minuziosa, non tralasciando nulla al caso, saziando ogni piccola curiosità mediante parole ben studiate e dosate. Il canto del cuore trasmette amore, complice anche il contesto storico che perfettamente si presta al compito, riuscendo ad avvolgere la mente del lettore in maniera tale da trasportarlo in altri luoghi il tempo necessario a conoscere le intricate trame che nel racconto si sviluppano. Macrina già c'è stato modo di conoscerla in passato, tra le mie pagine, ma conferma ogni volta quanto scrittrice sia il nome di cui si può fregiare senza dubbio alcuno. Consigliato a chiunque, Il canto del cuore è un racconto godibile adatto a qualsiasi pubblico, anche a quello non avvezzo alle storie romantiche ma desideroso di essere trasportato nel tempo alla continua ricerca di emozioni forti date da altri contesti in altri luoghi. Spero davvero presto di poter godere di un romanza di questa talentuosa autrice, perché sono certa sarebbe un'altra ottima prova.

sabato 22 marzo 2014

Finiamola qui di Macrina Mirti



Finiamola qui (Senza sfumature)

Quante volte è capitato di imbattersi in una storia d'amore che poi, in fondo, amore non era? Illusi, incaponendosi in un'idea di rapporto ben lungi dall'essere reale, gli amanti convivono storie, sovente, prive di abbrivio per un futuro duraturo. Tali storie posso durare anni, prima di rivelarsi per ciò che sono, ovvero castelli di sabbia pronti a sgretolarsi al primo schizzo di un'onda impetuosa o al semplice tocco lieve di un bimbo in procinto di aggiungere ulteriore terra al suo lavoro. Nonostante non voglia arrendersi alla dura realtà che la sua mente tenta in ogni modo di suggerirle, Lisa persiste nell'arenarsi in un rapporto che non la soddisfa e che, in fondo, non vuole. Pur di vedere i suoi sogni realizzati la donna, infatti, accetta amplessi complicati e lontani dalla sua idea di amore. Il tutto solo per continuare a coltivare la speranza di un matrimonio agognato. Ma a quale costo? E il nuovo lavoro in che maniera inciderà nel rapporto con Gianni? E se ne rivelasse le effettive falle che, inconsciamente, lei ha già subodorato? Macrina Mirti torna con un nuovo racconto erotico, questa volta dalle tinte romance più marcate. Una storia intensa, seppur breve, che guida il lettore in una storia reale abbastanza da farlo riflettere circa il suo passato. Tutti quanti, tranne rari casi, hanno alle spalle storie di amori complicati, errati, forti solo della convinzione nata, inizialmente, di dare una svolta alla propria esistenza tramite la classica “volta buona”. E il risveglio dal sogno, sovente, è talmente duro da accettare che si sarebbe disposti addirittura a soprassedere a certi comportamenti non condivisi, odiati, anche. Tutto per tentare di “sistemarsi”. Tutto per non rimanere soli, continuando a incedere in una vita in cui la parola solitudine fa più male dell'amore stesso. Ma ancor più difficoltoso, forse, è tentare di risollevarsi, affrontando l'ignoto gettandosi in un sentimento nuovo, con il terrore di incappare, nuovamente, in un'errore. Terribilmente reale, “Finiamola qui” si legge in un fiato, e non per la sua brevità, ma per il ritmo che Macrina ha saputo conferire alle parole, alle frasi, ai periodi. Tutti, in questa novella, concerta per creare una gustosa parentesi, che sia serale o pomeridiana, dall'erotismo fine, pennellato con una cura e una grazia da rimanerne deliziati. Non è semplice costruire storie in cui perdersi è semplice, ma Macrina lo fa, e con indiscusso talento. “Finiamola qui” non è un racconto gettato lì, condito con qualche episodio piccante tanto per rispettare un genere ricercato, quanto una vera storia, probabile, in cui l'erotismo abbraccia momenti di intenso sentimento. I personaggi non sono descritti in maniera maniacale, come sovente avviene nei racconti, ma vengono dipinti via via, con lo scorrere delle pagine, introducendoli al lettore con una delicatezza tale da renderli reali pur non soffermandosi sui loro lineamenti. Si evince, ad esempio, il rapporto astioso, ma caratterizzato dall'affetto, che la protagonista ha con la sua amica Marianna. Si capisce come Giorgio, per quanto non sia un personaggio positivo, rimanga umano, colpevole di non amare, ma non di illudere fino in fondo. Si capisce la fragilità emotiva di Lisa, la sua inclinazione a voler essere protetta nonostante tutto di lei gridi all'indipendenza. E si comprende il dolore latente di Cristiano, per il suo passato, nonostante le vicissitudini inerenti siano solo accennate. Insomma, Macrina convince di nuovo e, forse, ancora più di prima. Mi sento di consigliare fortemente, alle amanti del romance un poco spinto, questa novella. Per come è scritta e per cosa voglia trasmettere, riuscendoci al limite della perfezione.