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giovedì 3 luglio 2014

Presentazione del libro Storie di Soglia di Federico Calafati

STORIE DI SOGLIA
Sinossi:
Il libro è formato da 4 racconti, di generi diversi fra loro. 
In "Vendetta", Steve è apparentemente un ragazzo come tanti, che si trasferisce in una nuova città e cerca di farsi nuovi amici. In realtà però ha in mente un solo obiettivo: vendicare la morte del cugino, avvenuta in circostanze poco chiare. Si introduce così nel mondo dell'alta società, dove ciò che appare spesso è diverso da come realmente è, per trovare il colpevole. 
Si troverà a dover capire di chi fidarsi, e a fronteggiare l'ostilità di una ragazza bellissima ma profondamente malvagia, che sfrutta i segreti dei suoi amici per controllarli. 
In "Senza controllo" , Jack, un ragazzo dal quoziente intellettivo altissimo e apparentemente senza sentimenti, si troverà alle prese con Irina, una ragazza stupenda che lo controlla, spingendolo a commettere un omicidio. Dovrà affrontare molti ostacoli per restare vivo e per capire chi è la sua vera anima gemella. 
In " Nota nella notte" il protagonista affronta un viaggio psichedelico nei labirinti della mente, cercando di trovare la via d'uscita e di non perdere se stesso. 
Infine, in "Futuro" , il protagonista si trova a dover rispondere ad una domanda cruciale: E' meglio sapere o non sapere cosa ci accadrà? 

Pagine 101
Disponibile su Amazon in ebook al costo di E.0.89 e in cartaceo a  E.6.18

Oggi voglio parlare del libro di un autore esordiente davvero dalle ottime potenzialità. Mi ero imbattuta in questa sorta di antologia di racconti del Calafati già prima che l'autore mi contattasse per una presentazione. Ovviamente, come mio costume, ho letto il libro e mi sono fatta un giretto tra le recensioni Amazon e internet in generale. Beh, tranne qualche commento un poco più sincero degli altri, ma davvero al vetriolo, eccessivo e fuori luogo, ho trovato un grandissimo sostegno per questo ragazzo che, devo dire la verità, merita l'appoggio per continuare a credere nel suo sogno. Nessuno nasce scrittore, lo si diventa con il tempo, l'esperienza e la lettura assidua degli altri. L'esercizio, poi, è di rigore. E questo Calafati lo sa, dato che sembra imparare dagli errori, chinando la testa davanti ai consigli altrui, se detti con voglia di aiutare e non di denigrare, lavorando su sé stesso e desiderando sempre il meglio dal proprio operato. Questo fa di un aspirante scrittore un bravo futuro scrittore. Sorvolando, comunque, sulle mie considerazioni personali, consiglio sinceramente l'acquisto di Storie di Soglia, invitando a leggere le storie, non soffermandosi troppo su un editing palesemente assente, per notare quanto Federico abbia il talento necessario, nella mente, per poter credere nel futuro in tal senso. I suoi quattro racconti sono originali, dal ritmo ben dosato, mai scontati e decisamente interessanti. Credo che un successo su Amazon, per un autore simile, sia un bel trampolino di lancio per credere nelle sue potenzialità e andare avanti. Studiando, ovviamente, e cercando di migliorarsi, come tutti noi facciamo, giorno dopo giorno. 89 centesimi non sono un guadagno e neanche una perdita, ma sicuramente possono regalare fiducia a chi ne ha bisogno. E gli autori esordienti hanno un gran bisogno di fiducia. Fiducia corredata di obiettività e sincerità, dicendo cosa, del loro lavoro, deve essere migliorato e limato, non proferendo lodi sperticate, per nulla sincere, o giudizi negativi al limite del linciaggio, decisamente inutili. Comperate questo libro, ragazzi, per conoscere le idee nuove e frizzanti di un autore in erba dalla grande mente e fantasia. Di seguito il link: cliccate e comperate!


http://www.amazon.it/STORIE-DI-SOGLIA-federico-calafati-ebook/dp/B00IRIH9O2/ref=cm_cr_pr_product_top



giovedì 15 maggio 2014

Pieno di Luna di Enrica M. Corradini


Dettagli prodotto

Altiero è un professore universitario stimato dagli studenti, dalla comunità che sovente lo onora di qualche insigne carica per vari meriti, adorato dai colleghi e dalle sue vicine di casa e amiche d'infanzia. Altiero è un uomo, prima di essere un professore, e a suo tempo è stato marito, padre e nonno. Il problema fondamentale è, forse, rammentare il tempo in cui la sua vita conobbe il suo vero senso di appartenenza, il reale significato della presenza nel mondo. Che sia, questo senso, proprio della prima, della seconda o della terza dimensione. Che padre è stato? E che marito? Possibile che per anni non abbia mai avvertito la necessità di indagare, di capire, di comprendere le necessità che la famiglia da lui formata gli richiedeva quale tributo d'amore? Amore... Forse è quella scintilla che inizia a ricordare, nel cuore prima ancora che nella mente, tramite l'ideogramma “Luna d'autunno” concessa dalla Società Trasparenze. Ideogramma così valido e rilassante, dato quello che l'ha pagato, da fargli dimenticare l'ansietà del passato pur riportandolo in auge nel presente. Ideogramma pur sempre ideato dall'uomo e per questo soggetto ad avaria, proprio come la mente di Altiero, ormai lla prossima deriva.

Inizialmente titubante, ho tentennato nella lettura di questo racconto lungo di un'autrice che, per giunta, non conoscevo, Enrica M. Corradini. Non amo la fantascienza e molto raramente mi propongo di leggerne, per la poca attrattiva che ne consegue e che mi spinge, sovente, all'abbandono. Beh, devo dire che con Pieno di Luna ho iniziato, continuato e terminato la lettura in un continuo spasmo di sorpresa e riflessione. Del tutto spiazzata, sono giunta al termine del racconto con la bocca spalancata, febbrilmente alla ricerca di segnali, in internet, che portassero alle stesse conclusioni da me raggiunte. Per soddisfazione di aver compreso, per resa di giustizia a un racconto davvero complesso e ben scritto, per assonanza e affinità mentale tra scrittore e lettore. Ebbene, come sovente capita, l'autrice, purtroppo, non è abbastanza conosciuta da raggiungere un pubblico in grado di apprezzarla nella maniera in cui dovrebbe. Molti pochi i commenti racimolati, devo dire comunque positivi, ma fin troppo esigui e non esaustivi come avrei voluto. Per la prima volta, da quando leggo esordienti ed emergenti, ho provato l'impulso di voler conoscere l'autore del libro in modo tale da poter conferire con lui circa il significato di determinati passi. Seppur inizialmente Pieno di Luna si delinei quale opera di fantascienza, infatti, ben presto diventa un racconto intimistico, atto a indagare nei meandri della mente umana, della memoria perduta, dei giochi che la coscienza compie pur di preservare un minimo di sanità psicologica al fine di non soccombere al dolore e alla tristezza. La Corradini testimonia quanto possa diventare intenso e forte il senso di solitudine dovuto alla morte dei propri cari, specialmente se colmi di rimorsi per occasioni perdute, affetti non donati e non palesati, tempo perduto alla ricerca di sé a discapito della dimostrazione di sentimenti condivisi ma dimenticati. La famiglia rappresenta, come nella realtà del lettore, una piccola società concentrata tra poche persone e in uno spazio ristretto come una casa, forse per questo anche più difficile da amministrare e tenere da conto. Sovente i vari membri della piccola comunità che ognuno di noi ha, per scelta o appartenenza diretta, si allontanano ed estraniano alla ricerca del proprio spazio, per lasciar respirare il proprio ego e non soffocare sotto parole d'amore o gesti che alla lunga divengono anche fastidiosi. Il problema dell'indipendenza è il senso di vuoto e di colpa che si viene a creare quando proprio quei familiari lasciano il mondo terreno senza preavviso, oppure in maniera tale da non consentire un'adeguata resa dei conti, un momento in più per poter dire il “ti voglio bene” perduto nei meandri del proprio ego. Ed è qui che, credo, venga a collocarsi la storia di Altiero. Strutturato come una sorta di 1984 di Orwell, Pieno di Luna è ciò che non desidera apparire. Se superficialmente è un racconto di fantascienza, con tre dimensioni, rapporti familiari vissuti e difficili, tendente a dimostrare quanto la vita di un anziano solo sia difficoltosa, perché accerchiato da ricordi non sempre positivi, Pieno di Luna racconta anche altro. Mi sono trovata a chiedermi, durante la lettura, se la realtà descritta fosse come appariva o se si trattasse di una sorta di “The Others” dove i morti non sono morti e i vivi non sono i vivi. Se la realtà per come la conosciamo non fosse vera, ma un ideogramma, come la Luna d'inverno di Altiero, atta a far vivere all'uomo un'esistenza differente da quella vera? E se invece la seconda o terza dimensione descritte dalla Corradini non fossero meri particolari di un racconto di fantascienza, ma l'idealizzazione della coscienza e della veglia? Oppure, ancora, si trattassero della sanità mentale contrapposta a una malattia atta a modificare le linee guida di un mondo che conosciamo solo per abitudine e non per esperienza pura, perché privi degli strumenti adatti a discernerne le potenzialità volute dalla natura? La Corradini ha creato, nel suo Pieno di Luna, un universo talmente fitto e intricato, mediante una storia che desidera essere più semplice di quella che è, che il termine della lettura segna l'inizio di interrogativi millenari, ostici, scomodi ma avvincenti e superlativi. Pieno di Luna non è un'opera semplice, ma rientra decisamente nella sfera di quei piccoli capolavori che ci si chiede come nascano e come si sviluppino. Desiderosi di leggere qualcosa di davvero innovativo e dannatamente interessante? La Corradini e il suo Pieno di Luna fa per voi!